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Accademia di Belle Arti di Bologna, premio Francesca Alinovi e Roberto Daolio e la provocazione di Maurizio Cattelan

E questa la chiamano cultura? Umanità sotto alle scarpe per il gesto/performance organizzato da Cattelan presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna

Durante la cerimonia di premiazione Alinovi-Daolio avvenuta oggi presso il polo delle arti bolognese, Maurizio Cattelan, chiamato a ricevere il riconoscimento dedicato a Francesca Alinovi e Roberto Daolio, decide di non presentarsi e al suo posto manda “I soliti idioti”. Il duo fa uno show discutibile che suscita sdegno generale tra  partecipanti e organizzatori.

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Un’Aula magna piena di studenti, ex studenti, professori, critici e galleristi.

Una cattelan-performance che non è piaciuta, fuori luogo e soprattutto non necessaria. Che significato ha? Bastava un video messaggio in cui l’artista si “scusava per il contrattempo avuto” evitando di mettere in moto un teatro con tanto di burattini vistiti da prete e rosario al collo in allegato.

Forse una performance che simboleggia la fine della cultura italiana e il declino dell’artista/Cattelan? Seppur l’artista/Cattelan era stato chiamato per ritirare un premio dall’elevato livello culturale…

Da sempre provocatorio, o sarebbe meglio dire il fu provocatorio, l’artista/Cattelan non ha portato nulla di nuovo con questo show se non amarezza e lacrime sui volti dei partecipanti alla premiazione. “Questa non è cultura, è uno spettacolo indegno che dobbiamo sopportare da vent’anni”, ha sottolineato un’ex studentessa di Daolio che scappa in lacrime.

Renato Barilli, tra i teorici dell’arte contemporanea più accreditati all’interno dell’Università, cerca in tutti i modi, prima con molta educazione, poi con l’animo più caldo, di fermare la performance.  Il suo commento dopo lo show de “I soliti idioti” è inequivocabile: “Mi vergogno e mi scuso. Voi siete dei guitti e questa è una cosa pietosa”.

“Non nominerò mai più il nome di Cattelan in vita mia perché ha offeso la memoria di Roberto Daolio. Mi vergogno di tutto quello che ho detto su Cattelan e non credo che il premio gli debba essere conferito. Amen”.

Il nostro blog si occupa di cultura, era inevitabile scrivere questo post.

Per ricordare due anime splendide come quella di Francesca AlinoviRoberto Daolio non servono testimonial o “personaggi del mondo dell’arte”, serve qualcuno che parli come Francesca e Roberto, in maniera semplice, usando il cuore per arrivare al cuore.

Grazie, FAV.

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3 commenti su “Accademia di Belle Arti di Bologna, premio Francesca Alinovi e Roberto Daolio e la provocazione di Maurizio Cattelan

  1. lmikko
    ottobre 25, 2013

    Il Professor Barilli, forse ancora surriscladato, ha affermato di non aver voluto premiare Cattelan, ma visto che il premio era legato anche a Daolio… di fatto confermando lui stesso che il premio è una buffonata, che si concede non per motivi artistici o culturali, ma per convenienze di immagine. Allora ben vengano i guitti e i giullari perchè è quello che si meritano questi premi.

    • culturatecnica
      ottobre 25, 2013

      in sostanza vuoi dire che al “premio buffonata” è giusto rispondere con altra buffonata, un po’ come la legge del taglione con “occhio per occhio dente per dente”… beh allora: “evviva la democratica libertà di espressione…”

      • ubik
        ottobre 25, 2013

        Proprio non riesco ad immaginare che Cattelan, dopo essersi seduto sulla sua seggiolina, inizia a fare un toccante discorso con il cuore in mano.
        La sua arte è provocazione, ha ricevuto un premio per la sua arte e giustamente ha provocato. Non sono un fan dei Soliti Idioti, assolutamente, ma immagino che Cattelan volesse proprio stuzzicare la sacralità di queste accademie, di questi grossi tavoli della sapienza. Barilli infuriandosi c’è solo cascato in pieno.

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